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La Città dell’Eterna Guerra

Roma. Un nome glorioso, che rievoca vicende passate di imperatori e scontri nelle arene. Uno dei luoghi dove gli antichi della razza umana hanno trovato una delle massime espressioni di civiltà. Roma, capitale del mondo antico. Fin dagli albori della sua nascita, i cainiti si sono aggirati indisturbati per le vie della città eterna cacciando, complottando e soffrendo. Molte sono le teorie e le verità sulla presenza dei cainiti nel mondo antico, ma tra le poche cose certe c’è la forte presenza di vampiri all’interno dell’antico Impero Romano. Mentre il clan Ventrue agiva all’ombra del trono consigliando quelli che vennero in seguito considerati i più saggi tra gli imperatori, i Malkavian suggerivano a Nerone che l’unica soluzione per fermare l’aumento esponenziale dei cristiani era bruciare la città. I Nosferatu consigliavano agli architetti di Tarquinio Prisco la costruzione della Cloaca Maxima. Diversi secoli dopo, il clan Lasombra iniziò a infiltrarsi tra le fila dei fedeli cristiani pervertendoli in orrendi culti del sangue. Anche dopo due millenni, agli occhi di un cainita la città di Roma non è poi così cambiata. Ora ci saranno automobili, smog e mafia, ma la sostanza è rimasta la stessa: una città corrotta e marcia, fino al midollo.

La Maschera…

Roma è stata, per lungo tempo, una roccaforte della Camarilla. Dal 1493, anno in cui si svolse la Convenzione di Thorns, che decretò la divisione tra Camarilla e Sabbat, la città è sempre stata fedele alla masquerade. Ci sono poche informazioni di quei tempi passati, ma si può dire per certo che Roma visse un lungo periodo di pace. Ma venne infine il 1946, l’anno della svolta. La Seconda Guerra Mondiale era terminata da un anno e gli abitanti di Roma, sia mortali che vampiri, dovevano ancora riprendersi dal difficile scontro. Fu proprio in quell’anno che dalle terre del meridione, da sempre in possesso del Sabbat, cominciarono a fuoriuscire numerosi branchi della Spada di Caino. Mai una simile organizzazione fu vista nelle fila del Sabbat: branchi provenienti da Napoli, Palermo e l’Aquila si unirono e attaccarono in massa Roma. La loro avanzata fu lenta e metodica: attaccavano, occupavano e si ritiravano per lungo tempo nel territorio appena conquistato. Grazie alla politica di Niccolò Ariosto (padre del più famoso Ludovico Ariosto), anziano del clan Ventrue nonché principe di Roma, l’assalto del Sabbat venne contenuto per diversi anni. Durante questo periodo, oltre a scene di combattimento vere e proprie, i Camarillici dovettero tener testa alle numerose violazioni della masquerade effettuate dal Sabbat, a cui dovettero riparare nel modo più rapido possibile. Il vero problema dell’assalto fu che i guerrieri del Sabbat sembravano non finire mai: bastava che un membro di un branco si salvasse che, nel giro di un anno, un nuovo branco di suoi infanti abbracciati secondo le orrende regole dell’abbraccio di massa sabbatico tentava un nuovo attacco. Ad ogni modo, la situazione sembrava essere in parità. Il 1990 fu l’anno della svolta. Roma era occupata per metà dal Sabbat e per metà dalla Camarilla, quando alcuni branchi sabbatici addestrati appositamente per scovare gli anziani e commettere su di loro diablerie iniziarono a fare la loro comparsa. Nel periodo che va dal 1990 al 2000, vennero uccisi e diablerizzati 13 anziani camarillici. Su questi branchi specializzati circolano molte voci, alcune reali e altre fantasiose, ma una sola cosa è comune: il simbolo di una mano nera, tracciata con la vernice o il carbone, nel rifugio di ogni anziano ridotto in cenere. I territori del Sabbat si allargarono sempre di più, fino a quando, nel 1998, circa tre quarti di Roma venne occupata da loro. I pochi anziani rimasti, così come numerose ancillae e neonati, iniziarono a temere il peggio e, codardamente, fuggirono. Con la defezione dalla Camarilla del clan Gangrel, nel luglio del 1999, le cose non fecero che peggiorare: la Camarilla aveva perso il suo braccio armato. Nel maggio dell’anno 2000, Niccolò Ariosto ammise la sconfitta della Camarilla e abdicò la carica di principe. Dopodiché sparì dalla circolazione assieme a numerosi membri del suo clan e ad altri vampiri. Voci dicono che si sia ritirato a nord, nel vicino dominio Camarillico di Firenze. Altri invece sostengono che il vecchio principe attenda, nascosto, da qualche parte a Roma. Indipendentemente dal suo destino, tutto sembrava perduto. Nel giugno del 2000 un misterioso anziano del clan Nosferatu, conosciuto semplicemente come “Il Cremisi” si è autonominato principe della città di Roma e ha nominato come suo siniscalco Maria Maddalena Morelli, ancillae del clan Toreador. Utilizzando tutte i poteri e le capacità del clan Nosferatu, sembra aver focalizzato l’attenzione del Sabbat su un altro obiettivo, scatenandoglielo contro. Il Sabbat ha quindi iniziato un’altra guerra con un nuovo nemico, lasciando un attimo di respiro ai pochi superstiti della Camarilla ancora presenti in città. Voi siete i superstiti. Coloro che faranno la differenza. Coloro che riporteranno la città all’antica gloria o finiranno schiacciati nel tentativo. Benvenuti a Roma.

…La Bestia…

Sono poche le cose che si sanno riguardo al Sabbat. Sono vampiri anche loro, ma sono più cattivi. Più truci. Più brutali. Sono i mostri delle fiabe per bambini. Quelli che ti osservano, chiusi nell’armadio della tua stanza. Tutto il centro storico della città, e i quartieri sud, sono occupati dalla setta vampirica. I fratelli della Camarilla evitano accuratamente di mettere piede in questi territori, e i pochi che lo fanno devono essere pazzi o disperati. Le stime non sono mai esatte, ma al giorno d’oggi Roma dovrebbe ospitare oltre duecento sabbatici. La maggior parte di essi appartiene al clan Lasombra, ma sono piuttosto comuni anche gli Tzimisce e numerosi antitribù, in special modo Malkavian e Ventrue. Ogni zona della città da loro occupata è di possesso di un branco, che conta solitamente dai tre a oltre dieci membri. Svolgono orribili rituali di sangue, e la masquerade viene violata in continuazione. Non si sa molto dell’identità di colui che si è nominato Arcivescovo di Roma, la guida tattica e religiosa del Sabbat, oltre il suo nome: Pileo da Prata, anziano del clan Lasombra.

…e la Fede.

Situato nel cuore di Roma, il Vaticano è uno dei luoghi religiosi più importanti del mondo. La maggior parte dei teorici della cospirazione pensano che nelle sale sotterranee del Vaticano si nasconda chissà quale segreto… forse il segreto della vita, della morte, dell’esistenza di Dio stessa. Un segreto effettivamente c’è, ma sbagliano di molto la sua natura. Le sale del Vaticano contengono molti antichi volumi sulla storia, la vita, la società e le abilità di tutte le creature sovrannaturali che vivono nel nostro mondo. Una fonte di conoscenza inimmaginabile per molti. Un forte aiuto per altri. Fino all’arrivo del Sabbat, la società di Leopoldo non aveva avuto molti problemi con la Camarilla. La masquerade permetteva ai fratelli di nascondersi, e se qualche cacciatore di vampiri riusciva ad arrivare abbastanza vicino a loro veniva eliminato senza troppi problemi. Quando il Sabbat ha cominciato ad avanzare, i cacciatori non hanno avuto alcune reazione. Anzi, hanno trasportato i loro interessi su altri obiettivi, lasciando che le due sette vampiriche si ammazzassero tra di loro. Con l’ascesa al potere del Cremisi, le cose sembrano finalmente essere cambiate. Sebbene un gruppo abbastanza numeroso si nasconda ancora nella città, per tutti gli altri la Camarilla sembra essere scomparsa dalla circolazione, o semplicemente sembra non costituire più una minaccia. La Società di Leopoldo ha quindi ripreso la sua lotta con la setta vincitrice, il Sabbat, in una sanguinaria battaglia che non ha nulla da invidiare a quella che ha angustiato Roma per oltre 50 anni. La maggior parte dei membri della Società di Leopoldo sono solo dei fanatici religiosi pesantemente armati, ma alcuni di loro sono seriamente pericolosi. La loro fede li rende forti, degli avversari letali per i vampiri e per molte altre creature sovrannaturali. Non si sa chi siano gli effettivi capi della Società di Leopoldo, ma molti neonati pensano che prenda ordini dal papa stesso.